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ginevra va alla scala
Milano 24 Settembre 2016 - È stata una solita “Milano da bere” ad accogliere una giovanissima aspirante ballerina di sette anni, i suoi genitori e la sua insegnante di danza, in un pomeriggio come tanti, per i tanti che la vivono, sotto ad un Sole oramai non più fastidioso nei colori che prospettano l’arrivo di un autunno ancora incerto.
Se fosse stato uno dei tanti (troppi) talent tv, un buon regista avrebbe iniziato lo show ordinando alle telecamere di inquadrare l’abbraccio tra la piccola e la sua insegnante appena incontratesi dopo il distacco estivo.
Uno di quegli abbracci che sussurrano e sussurrando ti dicono: “Sono qui. Sei qui. Ci siamo…”
Quel meraviglioso misto di ansia e speranza, passione e timore, affetto e rispetto.
Quel meraviglioso misto di ansia e speranza, passione e timore, affetto e rispetto.
Non siamo davanti ad una étoile di sette anni che dovrà a tutti i costi e con totale determinazione raggiungere obbiettivi spesso troppo pesanti per un corpo così minuto.
Siamo davanti a una bimba con due spalle da uccellino, le gambe ed il collo molto lunghi per la sua età e un sogno che sorge con forza tutti i giorni tra i banchi di scuola, le bambole, gli altri giochi infantili, i cassetti dei vestiti.
L’astuccio, la Barbie, i pantaloni, la tuta, le calze, il tutù, le mezze e da lunedi, forse... le punte.
I pochi passi che separano il Good Morning Caffè dall’Accademia del Teatro alla Scala restituiscono l’aplomb dovuta, voluta dai grandi, per lasciare sedimentare le nascoste tensioni notturne (inutile nascondersi dove sono passati tutti), che è così piacevole calpestare e lasciare indietro.
Poco dopo ecco Via Campo Lodigiano, una di quelle belle e strette vie di Milano che sembrano esser state solo sfiorate dal tempo che ha portato luci, rumori, frenesia, caos.
Solo i dissuasori di sosta ti indicano che siamo nel presente.
Lì un capannello di genitori ansiosi e bimbe e bimbi, chi già pronto per il provino chi non ancora e quindi coi genitori ancora più ansiosi.
Tutto molto educato, tutto molto gentile. Tutto molto serio.
Nessuno entra neppure nella reception dell’Accademia se non viene chiamato, e vengono chiamate solo le piccole e i piccoli: “Lei, Signora, rimane fuori. I candidati stanno con noi, intorno alle 16,30 ve li riconsegneremo”
Il nome di Ginevra non viene chiamato.
Si controlla un attimo il foglio di accettazione al provino, non si sa mai che abbiamo sbagliato il giorno, o l’ora.
No. È giusto.

Ci si avvicina alla signora che ha fatto l’appello che osserva con lo sguardo di chi dice: “Perché c’è sempre qualcuno che non capisce o che vuole fare diverso ??”
(Chissà cosa le tocca vedere. Da tutto il mondo…)
Anche lei controlla.
Il foglio dice il giusto. Ma Ginevra nell’elenco non c’è.
Oltre che gentile è intelligente. Non è di quelle burocrati che dà per scontato che “alla Scala” non si possono commettere piccoli errori, anzi. Probabilmente sta già pensando alla collega che può avere commesso l’errore.
Infatti, è un po’ indispettita.
Si risolve tutto con la più ovvia delle ammissioni.
“Ci scusi, probabilmente c’è stato un piccolo disguido dovuto al fatto che per Ginevra, sull’atto dell’iscrizione era stato indicato solo il Corso di Propedeutica senza indicare quale classe elementare sta frequentando.”
(Ah, questi papà…)
Ginny entra.
Non da sola.
Entra con il suo grande sogno, la sua enorme speranza, i suoi piccoli timori.
La piccola via si svuota in un attimo.
Si va a prendere l’ennesimo caffè della giornata fingendo una serenità assoluta ma con i pensieri là, nell’aula insieme a Ginevra.
Tempus fugit... ed è l’ora.
Qualche minuto e si ritrova il capannello davanti all’Accademia di quelli che non hanno resistito e sono arrivati in enorme anticipo.
Pochi istanti e spuntano le prime testoline perfettamente pettinate.
Il custode si fa indicare i genitori da ognuna di loro e solo dopo le lascia uscire, una per volta.
(Tutto molto educato, tutto molto gentile. Tutto molto serio.)
Ginevra esce coi due chignon e il suo sorriso.
Non ha voglia di parlare subito.
Come sono perfetti i tempi dei bambini.
Come sono alterati quelli degli adulti.
La via rimbomba di: “Come è andata?” “Cosa ti hanno fatto fare?” “È stato difficile?
Ginevra ha già il tablet in mano col suo gioco preferito.
Lei ha finito.
Non resta che attendere i risultati, che non si fanno attendere.
15 minuti dopo si può entrare nella pre-reception dove la bacheca ospita già il foglio con i candidati.
Esattamente questo:
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Propedeutica alla danza - Ammessi 2016/2017
Nominativi dei candidati ammessi al Corso di propedeutica alla danza classico-accademica 2016/2017:
2a ELEMENTARE
Alterani Emma
Berrada Sara
Ceppici Sofia
Cera Ginevra Nina
Dal Pozzo Vita
Galati Lavinia
Goi Elisa
Pancot Ginevra
Sirbu Adina Stefania
Vacchini Ettore Josuè
I candidati sopra riportati sono convocati il giorno …………………….. per l’esame medico.
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L’insegnante esce con il sorriso.
La mamma non esce.
Probabilmente legge per l’ennesima volta per essere certa che quel nome sia davvero quel nome.
Il padre, da fuori, vede l’insegnante e crede di poter sorridere.
Sibila non ancora sicuro: “Ce l’ha fatta ?”
Danila ride: “Si. Ce l’ha fatta.”

GINEVRA VA ALLA SCALA.

Lei, Ginevra, è un po’ scocciata.
Sul suo tablet la Barbie non sta pulendo casa come si deve.
Per fortuna ancora priva di inutili retaggi sta vivendo il suo problema di quel momento.
Esattamente come pochi minuti prima ne ha vissuto un altro. Risolvendolo.
A guardarli, i bimbi ci insegnano sempre qualcosa di utile.
A guardarli.
Si torna a casa.
Domani si riprende come tutti i giorni con qualcosa in più da fare, con qualcosa in più da pensare, ma con qualcosa in più.


Noi non speriamo che Ginevra raggiunga la gloria e il successo.
Noi speriamo che Ginevra, con tutto o contro tutto, con tutti o contro tutti, sia felice.
Grazie Ginny.

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